Dalla Strada alla Pelle: Il Mio Percorso nell’Arte del Tatuaggio
17/04/2026 - BLOG
Ciao a tutti, mi chiamo Mirko Di Pierno, classe ’87. Sono un tatuatore specializzato in Black and Grey, Blackwork giapponese e con una forte inclinazione verso il dark style. Sono il fondatore e proprietario dell’OLD OWL’S SKULL TATTOO, studio aperto a Casoria nel 2018.
La mia vita ruota interamente intorno all’arte: oltre ai tatuaggi realizzo quadri, illustrazioni e graffiti con bombolette spray, perché ho sempre amato sperimentare e dare forma alle idee attraverso strumenti e tecniche diverse. L’arte per me non è mai stata un semplice hobby: è un linguaggio, una necessità, un modo di esprimere tutto ciò che ho dentro.
Le mie origini artistiche: quando tutto è iniziato
La mia relazione con l’arte nasce nella mia infanzia. Quando mia madre mi comprava i fumetti di Topolino, io non vedevo l’ora di ricopiarne i personaggi. Passavo ore a riprodurre quelle forme, quelle espressioni, quelle pose. Disegnare mi veniva naturale, spontaneo, quasi fosse qualcosa che faceva parte di me da sempre.
Alle scuole elementari ho avuto la fortuna di incontrare una maestra che, anziché farci limitare alla teoria, ci spingeva a disegnare le illustrazioni dei libri che studiavamo. Mi accorsi che quel gesto mi faceva sentire libero, a mio agio, e soprattutto felice. È lì che ho capito che la matita non sarebbe mai uscita dalla mia vita.
Poi ci fu un episodio che cambiò tutto: un giorno vidi un ragazzo dipingere sui muri con bombolette spray. Quel gesto, quel colore che esplodeva sulla parete, quella forma d’arte libera e selvaggia… è stato come una rivelazione. Da quel momento il mio amore per il disegno e la street art è diventato ancora più intenso.
Parliamo di un’epoca in cui non esistevano YouTube, tutorial, social, nulla che potesse spiegarti cosa fosse la graffiti culture. L’unico modo per imparare era la strada: osservare i muri, studiare le tag e i pezzi incompleti, cercare di riconoscere gli artisti e capirne le tecniche.
Ricordo ancora l’emozione quando usciva un nuovo numero di AL Magazine: era l’unica fonte che mi permetteva di scoprire novità, stili e artisti da tutta Italia. Ogni uscita era un evento, un tesoro.
Così, passo dopo passo, tra muri e treni, il mio primo linguaggio artistico è diventato la street art. Era uno sfogo, un modo per raccontarmi, per prendermi uno spazio in un mondo che sentivo mio.
La svolta: dal muro alla pelle
Nonostante questo legame così forte con l’arte, il mio percorso scolastico non ha seguito una strada artistica. Ma il disegno è rimasto lì, sotto pelle, in attesa del momento giusto.
Quel momento è arrivato quando ho sentito che avevo bisogno di dare una svolta alla mia vita. Volevo trasformare la mia passione in un lavoro, in qualcosa che potesse accompagnarmi ogni giorno. Ed è lì che ho incontrato il mondo del tatuaggio.
Ho deciso di iniziare un corso specializzato, per imparare seriamente la tecnica e capire come muovermi in un settore che all’epoca era molto più chiuso, selettivo e “geloso” rispetto a oggi. Parallelamente ho iniziato a fare l’apprendista in vari studi della Campania.
Gli inizi non sono stati semplici: tanta osservazione, tanta pazienza, tanta umiltà. Non c’erano quasi contenuti online da studiare—si imparava sul campo, guardando attentamente i professionisti, cercando di rubare ogni dettaglio: la mano, il movimento, la postura, l’approccio al cliente, la preparazione del banco, le norme igieniche.
Era un mondo dove si apprendeva soprattutto con gli occhi, e per me era un privilegio.
Più entravo in questo ambiente, più capivo che il tatuaggio aveva qualcosa di diverso da tutto ciò che avevo fatto finora: era eterno.
Un murales può essere cancellato, coperto, distrutto.
Un tatuaggio invece vive per sempre con la persona che lo porta.
E lì ho capito che questo era il mio cammino.
L’energia del tatuaggio: perché ho scelto questa strada
Una delle cose che più mi legò al tatuaggio fu il rapporto con le persone.
Quando un cliente ti affida un pezzo della sua pelle, ti sta regalando un gesto di fiducia immenso. Questo mi riempiva, e ancora oggi mi riempie, di una energia speciale.
Con il tempo ho iniziato a percepire il tatuaggio come un vero e proprio rituale: un’esperienza profonda, spesso legata a momenti importanti della vita delle persone.
Potevo aiutare qualcuno a ricordare un momento felice, o a superare un dolore.
Potevo trasformare la mia arte in una forma di supporto, di forza, di identità.
E questo, ancora oggi, è l’aspetto più bello del mio lavoro.
La crescita personale, tecnica e professionale
Per arrivare dove sono oggi ho studiato tanto: anatomia, teoria del colore, composizione, e tutte quelle discipline che rendono un tatuatore un professionista vero. Ho frequentato accademie e corsi specializzati per portare il mio livello sempre più in alto.
Quando mi sono sentito pronto, con le idee chiare e una direzione ben definita, ho deciso di fare il grande passo: fondare il mio studio.
La nascita dell’OLD OWL’S SKULL TATTOO
Nel 2018 ho aperto l’OLD OWL’S SKULL TATTOO a Casoria.
È stato un punto di svolta: il luogo dove ho potuto esprimere la mia identità artistica al 100%, accogliere clienti, creare legami, e costruire qualcosa che sento profondamente mio.
Lo studio è cresciuto giorno dopo giorno, e insieme a esso anch’io.
È diventato un punto di riferimento per chi cerca un tatuatore specializzato in determinati stili, ma anche un luogo familiare, accogliente, dove il cliente può sentirsi libero, capito e a proprio agio.
Ho sempre voluto creare un ambiente dove chi entra possa sentirsi a casa.
L’apertura verso il mondo: viaggi, guest e collaborazioni
Con il tempo ho avuto modo di lavorare anche in contesti internazionali.
È sempre stato un sogno per me: viaggiare e tatuare allo stesso tempo.
In Svizzera ci sono arrivato con la mia valigetta, il mio portfolio e tanta determinazione. Ho ricevuto rifiuti, certo, ma ogni porta chiusa mi ha spinto a cercarne un’altra aperta. Grazie a varie persone incontrate lungo il viaggio, che poi sono diventate amici, sono riuscito a entrare negli studi giusti, farmi conoscere e ritagliarmi il mio spazio.
In Olanda, invece, ci sono arrivato grazie a una persona speciale: una ragazza olandese conosciuta a Napoli, oggi la mia compagna.
Ad Amsterdam ho trovato una città viva, ricca di culture diverse, piena di stimoli artistici. Anche lì ho costruito rapporti professionali e umani, che oggi mi permettono di lavorare regolarmente tra Italia e Olanda.
Il presente: uno studio in crescita e uno sguardo verso il futuro
Oggi l’OLD OWL’S SKULL TATTOO funziona a pieno ritmo.
Sto ampliando lo staff e sto lavorando per partecipare a Convention internazionali, nuovi progetti artistici e collaborazioni.
Mi piace pensare che questo sia solo l’inizio: l’arte non smette mai di evolversi, e nemmeno io voglio smettere di crescere, imparare, sperimentare, viaggiare, conoscere nuove persone e creare nuove esperienze.
Il futuro? Non so cosa porterà.
Ma so che il percorso che ho costruito, passo dopo passo, mi ha portato esattamente dove volevo essere.